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O Navi, o d'Asia e dell'Egeo spavento,
Che già sull'Appennin quercia ed abete
Foste, ed or pinte i rostri il mar fendete
A provocar sott'altro aspetto il vento;
Dall'arene dell'Adria, al gran cimento
Spronando il corso, l'àncore togliete,
Poiché pugnare e trionfar sapete:
Ch'il primiero valor non anco è spento.
Non vi ricordo Io già le antiche e conte
Gesta, ch'Europa feo per questo mare,
Non Salamina, né di Serse il Ponte;
Lepanto sì, ché le memorie amare
Faranno all'Asia impallidir la fronte,
E a voi le vostre opre emular più chiare.