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Figlie del grand'Alcide, il freddo verno
de l'onor de le chiome i rami scote,
e de gli augelli le soavi note
pone in silenzio e 'l bel concento alterno:
io sol non taccio, e 'l variar superno
de gli alti giri e de l'eccelse rote,
che al mondo cangia faccia, un sol non puote
mutar de' miei pensier nel petto interno.
Quivi in se stesso il mio desir raccolto,
o si turbi la fronte o si scolori,
chiaro scrive e dipinge il vostro volto;
e gli ministra Amore, onde v'inostri
le guance e gli occhi illustri e i crini indori,
colori eterni ed immortali inchiostri.