71 (RVF 355)

By Giacomo Leopardi

O tempo o ciel volubil, che fuggendo

Inganni i ciechi e miseri mortali;

O dì veloci più che vento e strali,

Or ab esperto vostre frodi intendo.

Ma scuso voi, e me stesso riprendo:

Che Natura a volar v'aperse l'ali;

A me diede occhi: ed io pur ne' miei mali

Li tenni; onde vergogna e dolor prendo.

E sarebbe ora, ed è passata omai,

Da rivoltarli in più secura parte,

E poner fine agl'infiniti guai.

Nè dal tuo giogo, Amor, l'alma si parte,

Ma dal suo mal; con che studio, tu 'l sai:

Non a caso è virtute, anzi è bell'arte.