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By Emilio Praga

Come un mortale anelava il fuggente

globo di Venere;

e le montagne sotto il dì nascente

parean di cenere.

Era l'ora del sonno, e del dolore,

e dei patiboli;

l'ora che il frate le celle, e l'amore

lascia i postriboli.

L'ora che, errando per la fredda chiesa,

sbadiglia il chierico;

e la matrona si dibatte, appesa

a un sogno isterico.

Dalle cantine stridevano i galli

col canto rauco;

e le lanterne erano sgorbii gialli

sul cielo glauco.

Qualche tempio qua e là si dipingeva

di negre spoglie;

e il pispiglio dei passeri sorgeva

fuor dalle foglie.

Ed era un altro dì fra i dì già sorti

e scesi al tumulo;

un altro giorno che dei giorni morti

correva al cumulo.