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Allettarommi, donna, i vostri accenti;
la man mi prese, et annodommi il crine;
l'altre del viso poi beltà divine
fur tanti nel mio cor dardi pungenti.
Gli occhi avventaro in me facelle ardenti;
nel bel petto prigion fui chiuso al fine.
Or di cotante mie pene e ruine,
com'è ch'al ciel non sparga alti lamenti?
Ad arte tratto, preso, avinto stretto,
ferito, arso, prigion, qual potestate
fa che 'n tal stato anco io respiri e viva?
Ciò sol dal gran valor vostro deriva,
col qual nascere in me d'ogni mal fate
non doglia o morte, ma vita e diletto.