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By Erasmo da Valvasone

Allettarommi, donna, i vostri accenti;

la man mi prese, et annodommi il crine;

l'altre del viso poi beltà divine

fur tanti nel mio cor dardi pungenti.

Gli occhi avventaro in me facelle ardenti;

nel bel petto prigion fui chiuso al fine.

Or di cotante mie pene e ruine,

com'è ch'al ciel non sparga alti lamenti?

Ad arte tratto, preso, avinto stretto,

ferito, arso, prigion, qual potestate

fa che 'n tal stato anco io respiri e viva?

Ciò sol dal gran valor vostro deriva,

col qual nascere in me d'ogni mal fate

non doglia o morte, ma vita e diletto.