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By Anton Francesco Grazzini

Se dell'Armenia omai, messer Donato,

sazio e ristucco, come dite, sete,

perché in via Mozza, ove sete uccellato,

quasi seco ogni dì gridar volete?

Io vi dico che sete innamorato

più che mai fosti, e non ve n'avvedete,

ed ognun dice: «Questo poverello

muore e crepa di rabbia e di martello».

Ma se spegner volete il foco ardente,

e cangiare in piacere la passione,

rimettetevi in lei liberamente

senza patto nessuno a discrezione,

e cominciate a spender largamente,

avendone or sì bella occasïone;

ma il vostro male è senza alcun rimedio,

ché avarizia ed amor v'han posto assedio.

Amor vi metto innanzi e vi dimostra

il gran contento e l'estremo diletto,

che con l'Armenia all'amorosa giostra

si gusta spesso, e massime nel letto;

ma l'avarizia poi, che seco giostra,

vi dice: «Malacarne, abbi rispetto

alla spesa, ohimè! perché i denari

son del sangue e dell'anima più cari».

Fra questi due contrari avviluppato,

e confuso e dubbioso vi restate,

l'un vi par buono e l'altro vantaggiato,

e questo e quel di seguitar bramate.

Intanto il tempo, come uccello alato,

si fugge ratto, e inganna le brigate:

ma che bisogna far tante parole?

Chi vuol non può, chi potrebbe non vuole.