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By Antonio Tebaldeo

Se saper brami, o vïator, mia sorte,

Serafin sono in questa tomba bruna.

Tre par nimiche a l'om fin nella cuna

qui posto m'han: Fortuna, Invidia e Morte.

Perché pratica avendo in ogni corte

porre sue sedie Invidia e la Fortuna,

con li mei versi e dolci canti all'una

tollea il veleno e a l'altra il girar forte.

Così sdegnate concluderno il patto

con Morte. E la crudel di quelle amica

in Roma vèn, me assalì e ocise a un tratto.

Ma per altro inrichir durò fatica

la ingorda, ché di me tre parte han fatto

la Fama, il ciel e la gran Matre antica.