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Dal pigro e grave sonno ove sepolta
sei già tanti anni, omai sorgi e respira
e disdegnosa le tue piaghe mira,
Italia mia, non men serva che stolta.
La bella libertà, ch'altri t'ha tolta
per tuo non san'oprar, cerca e sospira,
e i passi erranti al camin dritto gira
da quel torto sentier dove sei volta.
Ché se risguardi le memorie antiche,
vedrai che quei che i tuoi trionfi ornâro,
t'han posto il giogo e di catene avvinta.
L'empie tue voglie, a te stessa nemiche,
con gloria d'altri e con tuo duolo amaro,
misera! t'hanno a sì vil fine spinta.