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Del cibo ond'io vivea sì dolcemente
mentre ebbi con Amor più lieta sorte,
beltà divina e le maniere accorte
che di dolci pensier pascean la mente,
Io mio fero destin m'ha fatto assente;
né so chi mi nudrisca o mi conforte
nel gran digiun, ond'io n'attendo morte,
che già negli occhi mei vede la gente.
Erisiton, quanto lodar ti puoi
del tuo stato miglior, se mille cose
potean saziar la tua infinita voglia!
Un cibo ha il mondo sol fra tutti i suoi,
che pò sbramar le mie fame amorose;
e di questo un, dolente!, il ciel mi spoglia.