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Non dubito, Signor, che non debbiate
dir ancor voi, che le son sporche cose
queste che ho scritte, e sì vituperose,
che 'l Papa le farà scomunicate.
Ma non per questo voglio che tagliate
mi sien dintorno a i panni le cimose,
e che, per quattro righe pidocchiose,
mi sien l'opre dell'animo biasimate.
Non lo scriver ipocrito fratino,
ma i mondi affetti de l'intenzione
Girolamo esaltaro ed Agostino.
Come non pongon mente le persone,
che d'un ribaldo come l'Aretino
scriver non si potrieno cose buone?