7

By Simone Serdini

Domine, ne in furore tuo arguas me,

per quella caritade e vero amore

che mosse il Redentore

per lo peccar del nostro padre prio;

e quella santa voce or tocchi te,

qual disse: "Ave Maria di grazia plena!",

donde l'umile Vergin fu ripiena

del Verbo eterno in spirto di favilla.

Dicendo: "Ecco l'ancilla!",

assunse carne al puro ventre e pio,

e omo fatto è Dio.

Senza corruzïone, immaculata,

o Vergine beata,

guarda la mente in te sola rivolta,

e tu, signor, per lei non meno ascolta!

Domine, ne in furore tuo arguas me,

per quello amor del santissimo parto

donde quello uman arto,

anzi perfetto, di lei nacque diva;

e quei veraci mostri or tocchin te,

che inginocchiâr le fere per vittoria,

e l'angelo a' pastor, cantando "Gloria!",

apparse con l'ulivo in un dolce atto.

Il tempio fu disfatto,

e sparse d'olio il fonte d'acqua viva:

le vigne allor fioriva,

e vide Ottavïano il cerchio santo.

Altro assai ch'io non canto

apparse nel suo nome; or, qual si sia,

vinca pietà la mia stolta follia!

Domine, ne in furore tuo arguas me,

per sua conversïone e santa vita,

che nostra insegna è in vita

nell'operare ogni atto virtüoso;

e quella pazïenza or tocchi te,

che toccò Lui nel suo aspro martìre.

Sudò di sangue, e per noi redemire,

tradito, preso e tutto flagellato,

nella faccia sputato

con tanti strazii Cristo glorïoso!

Quale animo pietoso

non debba ritornar con pianto a Lui?

Qui l'amor di Costui

vaglia al mio priego, e se di me non cale,

vaglia il nome di Lui, che sempre vale!

Domine, ne in furore tuo arguas me,

ma qui s'umilii ogni animo feroce

per Quel che stette in croce

per ricomprarci del suo proprio sangue.

Quelle sette parole or tocchin te,

che disse Lui confitto al santo ligno,

con corona di spin', Cristo benigno

ferito e per ristoro aceto e fele.

Omè, qual cor crudele

qui la sua Passïon non stride e langue?

Che, per tôrci da l'angue,

ci ricomprò di così vivo prezzo:

perdonò Cristo al sezzo

punto ch'al Padre suo rendé lo spirto:

e tu, signor mio, stai per tal cosa irto?

Domine, ne in furore tuo arguas me,

ma ti ricordi il pianto di Maria,

che 'l suo figliuol vedia

pendere in croce inanzi agli occhi soi;

e quel santo sepolcro or tocchi te,

e la surressïon: con premii tanti

cavò del limbo i nostri padri santi,

e doppo molti, finalmente in cielo.

Movati il vero zelo

di carità, signor, ché far lo pòi;

e s'io non truovo in voi

frutto del mio sperare, in cui giamai?

Tu sai ch'io so che sai

me sempre servo, e serò più, dotato,

e sai ch'io so che mai non fusti ingrato!

Canzon, tu ne girai dal signor mio,

e qui parrà quanto saprai parlare

col dolce supplicare,

se fra le tue sorelle ami corona.

Tu 'l pregarai per tale amor di Dio,

ch'io so <che> con contrizio el mi perdona,

ché gentil mente e bona

sempre a misericordia apre le braccia.

Non ti fia dura traccia,

ch'egli è pietoso, avvegna che possente,

e lustro core e natural clemente.