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La vaga, onesta Vedovella, e forte,
Che il Duce Assiro non coll'Elmo e l'Asta,
Ma col bel viso e le parole accorte
Vinse, e restar poteo libera e casta,
Allor che sola l'ebbe tratto a morte,
Ché il vino, il sonno, e amor non gliel contrasta,
Di Betulia omai lieta in sulle porte
La testa affisse inonorata e guasta.
Poscia parlò: "Là nella tenda giace,
Orribil vista, il tronco infame; e tanto
Puote Femina vil, quando al Ciel piace."
Diceva, e sorse il chiaro giorno intanto,
E sonar s'udio quinci Inno di pace,
E un fremer quindi tra la rabbia e il pianto.