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Quando la cara amica a Titon rende
la notte e mena a Endimion la Luna,
e copre il nostro ciel di vesta bruna,
Febo, che a dare altrui lume discende,
le pene mie, via più che mort'orrende,
narro tutte a madonna ad una ad una,
di me, d'Amor, del ciel, de la fortuna
dogliendomi, e di lei, che 'l cor m'encende.
Così passa la notte e fa ritorno
il sol, menando a noi la nova luce,
e lascia tenebroso onde si move,
ma non da pace a me, né luce il giorno,
né darà mai, infin che non rimove
le tenebre il mio sol con la sua luce.