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By Alessandro Sforza

Da questa pura, angelica colomba

Humile e queta, piena di dolcezza,

Stilla il disio che 'l mio cor tanto apprezza,

Sì che la voce fin al ciel ribomba.

Satia zà mai né stanca la mia tromba

Fia di cantar di tanta sua belleza

Ove è il piacer sì dolce che me avezza

Struger contento fino a la mia tomba

E dove, per pietà sempre e mercede,

Torno, sperando a la mia vita homai

Pace e riposo e fine ai mie' martiri.

Ma temo el gran disio che il cor possede

Non sia infinito e che i mei tanti guai

Faza inmortali e eterni i miei sospiri.