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By Torquato Tasso

Generoso signor, se mai trascorse

mia lingua sì che ti noiasse in parte,

non fu mossa dal cor, ch'a venerarte

devoto intende e sé per duol rimorse;

né temerari detti in lance opporse

debbono a quei che pensamento ed arte

matura ed orna od a vergate carte

che da te sdegno o fame d'or non torse.

Dunque lunghi castighi a brevi offese

dansi? e per lungo onor breve conforto

dar man reale in guiderdon non debbe?

Ma pur mia ragion somma è sommo torto,

ch'in dir di te non giunse a te, ma prese

onor mio stile e pregio a sé n'accrebbe.