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By Angelo Galli

Non hebbe Giove già tal gratia quando

gabbò Calisto in forma de Diana,

la qual, smarita, andava incauta et vana,

scì simplicetta per la selva errando

qual io nel caro bosco, meco stando

colei che d'ogne bella è pur soprana,

ch'a me fo più piatoso et più humana,

non per error, ma più de me amando.

Ma Giove è stato lui poi più felice,

ch'al cel tirò la sua et fenne un segno

et scì da presso ognor se la vagheggia.

Ma io taupino, misero, infelice

son facto de veder la mia indegno,

né so quando mai fia che la riveggia.