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By Erasmo da Valvasone

Austro, che da la nera umida faccia

spiri l'orror del dì, l'onta del sole,

gli oscuri nembi e tutta la tua prole

per lo voto del ciel disciolta or caccia.

Ciò c'hai di procelloso entro le braccia

col piovoso Orione ondeggi e vole;

e segua ei, più superbo che non suole,

de l'Iadi cadenti in mar la traccia.

E tuoni e piova e, tra grandini e lampi,

Giove sdegnato gli elementi e 'l cielo

crolli e conquida, et ei tra loro avampi,

sì che lei, cui d'amor non scalda zelo,

tengan le stelle e i venti, che non scampi,

l'acque, il rumor, il fosco, il foco, il gelo.