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Gloria rendiamo all'alto Iddio verace,
fattor di cielo e terra per natura,
qual senza lui niuna cosa si face.
Nel cielo è Iddio in istante e 'n figura,
in terra, in acqua e in ogni altro lato,
sì che chi spera in lui l'alma è sicura.
In terra pace sempre ci ha donato,
la qual, chi l'ha, non sente mai tormento,
e chi non l'ha sta sempre tribulato.
Gli uomini, e quali prendon nudrimento
servire a Dio, vivon col cor giocondo
e truovonsi a lor fine a salvamento.
Buona è la volontà chi in questo mondo
ha posta ferma e fissa suo speranza
in Dio, che 'l può cavar dell'air fondo.
Noi laldiam te, che se' ferma sustanza,
per la cui lalde tu ci doni grazia,
che non la può donare altra possanza.
Ciascun te benedir già non si sazia,
ché per te in questa selva siàn venuti,
e per tal dono ciascun ti ringrazia.
Te adorar solamente tenuti
no siamo, e non cercare altra resia,
ché col tuo sangue tu ci hai sostenuti,
glorificando te e la regìa
tuo Madre santa, ch'è tanta piatosa
che in lei sola sta la monarchia.
Grazia risceve tanta luminosa
colui che col buon cuore a lei la chiede,
e l'agnel dona, perch'è grazïosa.
Da te la gran misericordia cede,
e sì l'aspergi a ciascun peccatore,
perché tre in una essenzia teco siede.
Signore Iddio, signor d'ogni signore,
che solo a noi ci basta un termin tale
che inver noi tu sia perdonatore,
tu se' quel vero Iddio celestiale,
che far tu puoi il peccator felice:
però libera me dal rio mortale!
Onnipotente Iddio, Padre e radice
di ciaschedun che 'ntende di far bene,
scampar tu 'l puoi dall'enfernal pendice.
Signor, Figliuolo unigenito sène,
di quella Trinità uno Iddio solo,
però puo' trarre il peccator di pene.
Signore Iddio, agnel d'Iddio, che 'l duolo
di ciascun tribulato puoi sanare
e più far salvo ciascheduno stuolo,
figliuol del Padre tuo, ch'usò mandare
se stesso in carne con bramosa voglia
sol per l'umanità ricomperare,
el cui nel mondo tu lievi la doglia,
e ciascun peccator vive a speranza
né altro brama che salir tuo soglia,
miserere di noi! Ed è a bastanza
che la tuo Madre con lucente ammanto
ricuopra de' peccati mie ignoranza,
perché tu solo se' sopr'ogni santo,
tu solo se' sopra ogni signore,
tu sol piantasti in terra il primo pianto,
tu sol se' alto Gesù Cristo e altore
di ciascun che s'abassa a tue virtute
e se' di chi si innalza abassatore.
Col tuo Spirito Santo dai salute
a chi 'nverso di te volge suo voglia;
ciascun alme contrarie son perdute.
Tuo gloria e di tuo padre è una soglia,
la qual chi salir può non sente affanno
e chi la scende sta sempre mai in doglia,
e così sempre sia nell'alto scanno.
L'alma mie aflitta, intrisa nel peccato,
tu sol la puoi cavar di pena e danno.
Però ti priego che racomandato
è 'l tuo servo Filippo, o car Signore,
ch'a suo ignoranza non abbia guardato,
ma sol di lui tu sia perdonatore.