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By Filippo Scarlatti

Gloria rendiamo all'alto Iddio verace,

fattor di cielo e terra per natura,

qual senza lui niuna cosa si face.

Nel cielo è Iddio in istante e 'n figura,

in terra, in acqua e in ogni altro lato,

sì che chi spera in lui l'alma è sicura.

In terra pace sempre ci ha donato,

la qual, chi l'ha, non sente mai tormento,

e chi non l'ha sta sempre tribulato.

Gli uomini, e quali prendon nudrimento

servire a Dio, vivon col cor giocondo

e truovonsi a lor fine a salvamento.

Buona è la volontà chi in questo mondo

ha posta ferma e fissa suo speranza

in Dio, che 'l può cavar dell'air fondo.

Noi laldiam te, che se' ferma sustanza,

per la cui lalde tu ci doni grazia,

che non la può donare altra possanza.

Ciascun te benedir già non si sazia,

ché per te in questa selva siàn venuti,

e per tal dono ciascun ti ringrazia.

Te adorar solamente tenuti

no siamo, e non cercare altra resia,

ché col tuo sangue tu ci hai sostenuti,

glorificando te e la regìa

tuo Madre santa, ch'è tanta piatosa

che in lei sola sta la monarchia.

Grazia risceve tanta luminosa

colui che col buon cuore a lei la chiede,

e l'agnel dona, perch'è grazïosa.

Da te la gran misericordia cede,

e sì l'aspergi a ciascun peccatore,

perché tre in una essenzia teco siede.

Signore Iddio, signor d'ogni signore,

che solo a noi ci basta un termin tale

che inver noi tu sia perdonatore,

tu se' quel vero Iddio celestiale,

che far tu puoi il peccator felice:

però libera me dal rio mortale!

Onnipotente Iddio, Padre e radice

di ciaschedun che 'ntende di far bene,

scampar tu 'l puoi dall'enfernal pendice.

Signor, Figliuolo unigenito sène,

di quella Trinità uno Iddio solo,

però puo' trarre il peccator di pene.

Signore Iddio, agnel d'Iddio, che 'l duolo

di ciascun tribulato puoi sanare

e più far salvo ciascheduno stuolo,

figliuol del Padre tuo, ch'usò mandare

se stesso in carne con bramosa voglia

sol per l'umanità ricomperare,

el cui nel mondo tu lievi la doglia,

e ciascun peccator vive a speranza

né altro brama che salir tuo soglia,

miserere di noi! Ed è a bastanza

che la tuo Madre con lucente ammanto

ricuopra de' peccati mie ignoranza,

perché tu solo se' sopr'ogni santo,

tu solo se' sopra ogni signore,

tu sol piantasti in terra il primo pianto,

tu sol se' alto Gesù Cristo e altore

di ciascun che s'abassa a tue virtute

e se' di chi si innalza abassatore.

Col tuo Spirito Santo dai salute

a chi 'nverso di te volge suo voglia;

ciascun alme contrarie son perdute.

Tuo gloria e di tuo padre è una soglia,

la qual chi salir può non sente affanno

e chi la scende sta sempre mai in doglia,

e così sempre sia nell'alto scanno.

L'alma mie aflitta, intrisa nel peccato,

tu sol la puoi cavar di pena e danno.

Però ti priego che racomandato

è 'l tuo servo Filippo, o car Signore,

ch'a suo ignoranza non abbia guardato,

ma sol di lui tu sia perdonatore.