74

By Giovambattista Marino

– In qual antro, in qual lido, in qual confine,

Glauco, del nostro mar quell'erba cresce

ch'uom cangia in mostro e sue sembianze mesce

di spume e conche, e muta in alga il crine?

Forse l'umane forme in peregrine

qual tu, ratto traslate, e volto in pesce

fia che l'ardor, che nel mio cor s'accresce,

trovi fra l'acque o refrigerio o fine.

Forse ancor fia che la mia ninfa almeno

pur lieto appressi e per le vie profonde

or le baci il bel piede, or tocchi il seno. –

In queste voci appo l'amiche sponde

scior Polifemo a' suoi dolori il freno

udir l'aure, l'arene, i sassi e l'onde.