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By Auteur inconnu

Oh più che assenzio e fiele amaro frutto,

Che di dolce semenza avvien ch'io coglia!

Oh desir velenoso! oh cieca voglia,

Che hai del mio sen tutto il vigor distrutto!

Oh finto riso, omai converso in lutto!

Oh fallace piacer, cangiato in doglia!

Ove i miei spirti, ove la fral mia spoglia,

Ove l'onor mio prisco hai tu condutto!

Gran Madre, che dal Ciel per calle alpestro

Dal mio fin mi scorgete errar lontano,

Piacciavi di mostrarmi il cammin destro.

Porgete a me, Diva immortal, la mano

Per l'orme che segnò l'alto Maestro;

Ma se tardate, ogni soccorso è vano.