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By Matteo Maria Boiardo

E' lieti soni e il bel dansar suave,

li abiti adorni e le legiadre gente

tanta tristeza danno a la mia mente

che ogn'altra noglia li foria men grave.

Crudeli Idii, fu ben che già che non ave

in odio e' canti e il suon tanto spiacente;

or parmi ogni alegreza un stral pungente

che in trista angoscia il cor dolente inchiave.

E son d'altrui zoir sì roto e lasso

ch'io porto invidia non che a li animali,

ma priego il Ciel che me converta in sasso.

Quai doli a le mie pene fieno equali?

ché io son in festa, e tengo il viso basso,

e porto odio a me stesso ne' mie' mali.