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Sommo eterno Signor, d'uman servaggio
Sceso a prender quaggiù forma e figura,
Per sottrar l'Uom con tua mirabil cura
All'antico de' mali ampio retaggio;
Ahimè! che al nascer tuo l'acerbo oltraggio
Discopro in te dell'ultima sciagura:
Veggio l'insegna sanguinosa e dura,
Ove il mortal consumerai viaggio.
Ben l'umil cuna, e 'l mesto pianto, e 'l rio
Gelo, e i laceri panni, onde vai cinto,
Mostran l'acceso di morir desio;
E sul tenero volto è sì dipinto
Il tormento e 'l dolor, che il ciglio mio
Nato ti vede e già ti piange estinto.