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Così nel letto, ove de l'arme stanco
nel casto sen raccogli il fido sposo
(ei non ricopra mai furto amoroso,
né l'orma il segni mai d'estranio fianco),
di presta aita o di pietade almanco
sii cortese al mio orror: ch'egro non oso
premer le piume e cerco invan riposo
ora sul lato destro, ora sul manco.
E s'ira di là su forse m'afflige,
gli occhi pietosi lagrimando al cielo
volgi, e con dolci spirti i dolci preghi:
ch'a' detti ed al bel pianto entro al bel velo
accolto spero che si plachi e pieghi,
non solo il ciel, ma Flegetonte e Stige.