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By Erasmo da Valvasone

Quando a mirar questa gentil Medusa,

che m'ha di sensi mille volte casso,

tremante movo e desioso il passo,

scorgo beltà di fuor, ch'oggi non s' usa.

La più bell'alma poi dentro rinchiusa

col pensier vago a contemplar trapasso,

ma né può l'occhio, né lo spirto lasso

la gran luce soffrir indi diffusa:

ond'io m'impetro. Amor, che mi vien presso,

prende uno allor de' suoi pungenti strali,

et in me tutta la descrive e finge.

Così di gioia al ciel distender l'ali

credendo, un novo gelo ecco mi stringe,

e marmo son di sua figura impresso.