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By Matteo Maria Boiardo

Misero me, che ogn'altro in lieta festa,

in lieti soni e danzie se diletta,

e l'alma mia pensosa sta dispetta,

né dove è gente alegra mai se aresta.

Come stanco nochier, che da tempesta

afflitto a la riviera il corpo getta,

e benché l'unda mite se rasetta,

pur rasettata ancora gli è molesta,

il suon rumor, la danzia un andar sciolto,

il candido color mi pare adusto,

e vil quel guardo che altri ha tanto caro:

così lo infermo da la febre colto

perde il sentire e lo usitato gusto,

e quel che è dolce altrui gli pare amaro.