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By Giacomo Leopardi

Del cibo onde 'l Signor mio sempre abbonda,

Lagrime e doglia, il cor lasso nudrisco;

E spesso tremo e spesso impallidisco,

Pensando alla sua piaga aspra e profonda.

Ma chi nè prima, simil nè seconda

Ebbe al suo tempo, al letto in ch'io languisco,

Vien tal ch'appena a rimirar l'ardisco,

E pietosa s'asside in su la sponda.

Con quella man che tanto desiai,

M'asciuga gli occhi, e col suo dir m'apporta

Dolcezza ch'uom mortal non sentì mai.

Che val, dice, a saver, chi si sconforta?

Non pianger più; non m'hai tu pianto assai?

Ch'or fostu vivo com'io non son morta.