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By Giovambattista Marino

– Qui, dove ne la cava atra fucina

s'affaticano a prova i fabri ignudi,

e 'l torto dio su le sonore incudi

i tuoni a Giove e l'armi a Marte affina,

a me pena più grave il ciel destina,

e 'n più cocente incendio avvien ch'io sudi:

e colpi nel mio cor più feri e crudi

Amor raddoppia e 'n quest'alma meschina.

Anzi novo gigante, oppresso i' giaccio

da' tuoi begli occhi e fulminato e spento,

forse, crudel, perché tropp'alto intesi. –

Più volea dir; ma procelloso un vento

sorse che 'l fier pastor d'ombra e di ghiaccio

cinse, e disperse i suoi sospiri accesi.