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By Matteo Maria Boiardo

A che più tanto affaticarti invano,

pensier insano? Quella che tu amavi,

e per cui tu cantavi,

te fuge come sconosciuto e strano.

Che meco ragiono io, misero lasso?

Come ancor quello amore

non me fosse nel core

che sempre vi de' star, se sempre vivo!

Se ella ha il mio cor bandito e casso,

ben lo terà in dolore,

ma non che n'esca fore

amor, né che di lei possa esser schivo.

Piagnendo penso ciò, piagnendo il scrivo,

ché questa disdegnosa e gentil fera

tanto più se fa altiera

quanto più vede il servo esser umano.