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Dond'hai tu l'armi, e donde i lacci e l'ali,
Amor, che tanto incrudelisci or meco?
Ah ch'arcier non sei tu, non sei tu cieco,
Io sono, io dietti l'arco, ed io gli strali.
Gli sguardi miei, che debbo alle immortali
Cose innalzar, con beltà vana or teco
Incauto perdo, e me medesmo accieco,
E accuso te, che senza me non vali.
Anzi conosco ben ch'altro non sei
Ch'un soverchio desio, che nel cor erra
Sotto la scorta de' pensier' più rei,
Il qual crede, da te fingendo in guerra
E vinti e incatenati in Ciel gli Dei,
Rendere onesti i suoi delitti in terra.