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By Erasmo da Valvasone

Filli ingrata, empia Filli, or siemi avara

de' guardi tuoi, ch'ingiusta ira mi toglie:

segui pur quel Damon, che 'l frutto coglie

di mie fatiche, e seco arder impara.

Me Psiche, assai più che la stella chiara

che guida l'alba, nel suo grembo accoglie:

meco parte ella e tempra e passi e voglie,

Psiche, a me più che le mie luci cara.

Tu quella, ch'ora in lui tenera piuma

sponta dal mento, prezzi; ella in me il canto;

tu in lui beltate, ella in me loda amore.

Quel ch'a te piace sì, tempo consuma;

quel ch'a lei, dura in fin a l'ultime ore;

et io fui, come egli è, bello altrettanto.