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Voi, che degli occhi, ond'io trafitto ho il core,
Gli effetti espressi in queste Rime udite,
E di quel Nume altier, ch'è detto Amore,
Non temete gli assalti e le ferite;
Se i miei ciechi desir' non compatite,
Prendavi almen pietà del mio dolore,
E qual arme s'opponga a me ridite
A sì fiero e protervo, empio Signore.
Io per me, che mi scampi, alcun non trovo,
Benché di tempra eletta, usbergo o scudo,
E invan tento fuggir da un Dio, che ha l'ali.
Quindi per quanto a mio gran danno provo,
Sempre esposto a' suoi dardi ho il fianco ignudo,
E l'alte piaghe mie sono immortali.