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Per vaghezza d'onor l'altera fronde
non cercai, Giorgio, mai nel sacro monte:
sasselo Amor, né bevvi in altro fonte
che in quel del pianto mio ch'amare ha l'onde;
e se le rime mie giammai seconde
l'altre lasciaro e furo illustri e conte,
ei le spirò ch'altrui care fé l'onte
e i dolci detti co' sospir confonde.
Or d'onor vago, oliva almen in vece
coglier vorrei di lauro e gire al tempio
la 've piangessi il pianto indarno sparso;
ma non so se sperarlo unqua mi lece
ne l'opre sue: fra tanto io pur contempio
quel che non è de le sue grazie scarso.