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Teco varcar non temerei, Ferrante,
fino a gl'ispani regni i nostri mari
quando è placido il vento a' dì più chiari
e quando spira torbido e sonante;
e teco ancor verrei là dove Atlante
lava gli orridi piè ne' flutti amari,
e dove a' furti suoi notturni e cari
spesso a nuoto passò l'ardito amante;
e se l'arene mai di Libia o i lidi
d'Asia premessi, a mille armi nemiche
teco non schiverei d'esporre il fianco;
ma pur, canuto e da gli affanni stanco,
tra selve e fonti de le Muse amiche,
alberghi bramo solitari e fidi.