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By Auteur inconnu

Io già piantai nel mio terreno un lauro,

Che al Cielo alzò suoi freschi rami e belli,

E le mie Muse ogni speranza in quelli

Posero più che in ricche gemme ed auro;

Né più bell'arbor mai dall'Indo al Mauro

Nacque, ed io pur sperai de' suoi novelli

Rami cinger la fronte, e i tristi e felli

Giorni miei arricchir d'ampio tesauro.

Ma contro a lui tal si svegliar' da i lidi

Dell'atra Stige atroci venti in guerra,

Che lo troncaro inaspettati, infidi.

Ahi, Muse mie, quanto v'affanna e atterra

Il fiero colpo; e quanto me, che vidi

Giacer la pianta inaridita in terra!