8 (155)
O Ruscelletto, che vai lento lento
Queste scorrendo amene piagge erbose,
E giunto là fra quelle piante ombrose,
Di te fai speglio a cento Ninfe e cento,
Se mai colei, cui piace il mio tormento,
Le sue verrà a mirar luci orgogliose
(Così non fia per aspre vie petrose
Rotto il tuo corso, o per gran caldo spento),
Turba l'acque tranquille, e in te non trove
Onde poi farsi più superba, e pieno
N'abbia di sdegno quel suo cor rubello.
Ma la crudele udimmi, e volge altrove
Irata i passi. Ah per pietade almeno
Tu ciò m'impetra dal vicin ruscello.