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By Auteur inconnu

L'umana prole dal Calvario scorge,

E le offre la sua Croce un Dio spirante:

V'è chi l'accetta per timore, amante

Più di sé che di Dio, che gliela porge.

Per speme di quel ben, ch'altri s'accorge

Dal seguirlo venir, fassegli avante;

Ad ambedue però sembra pesante,

Sebben diverso affetto al Ciel li scorge.

Altri per puro ardor, che il cuor gli accende,

Prende a portarla; ed a costui soave

L'infaticabil carità la rende.

Se fervido non è chi spera o pave,

Spesso la lascia: onde di qui s'apprende

Che, se manca l'amor, la Croce è grave.