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Qual Augellin, che da lontana parte
Torna a veder l'arbor nativo, e il lido,
Pien di desio del dolce antico nido,
Cercal di ramo in ramo, a parte a parte,
Ma vede poi sulle reliquie sparte
Covare il Serpe velenoso infido,
Ond'innalzando i lai canori, e 'l grido,
Carco di doglia, e disperato parte;
Tal io men vo scorto dal van desio
Alto gridando: ohimè l'almo ricetto,
Oimè d'Amore, oimè l'albergo mio;
Perché in quel vago, ahi non più vago, petto,
Ov'abitammo un tempo Amore ed io,
Trovai, cercando Amore, odio e dispetto?