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Pareami pure omai tempo che Amore,
Mirando delle mie piaghe ciascuna,
Cangiar dovesse al viver mio fortuna,
Con render di colei men aspro il core.
Ma ben conosco, ch'infido Signore
Servendo, altra non ho speranza alcuna,
Che piangere, e non v'è se non quest'una
Via da sfogare il mio acerbo dolore.
E quanto grido più, tanto men sente,
E più servendo vo, men mercé trovo,
Sicché il servire è invan, né il pianger giova.
Oh desir vano! oh cieca nostra mente!
Pianger ove non è chi il pianto mova,
Servir chi vie più crudo ognora io provo.