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Arbia gentil, sulle tue sponde altere
Seggio ebbe sempre alta virtù preclara,
Talché di glorie, più che d'onde, chiara
N'andasti, e 'l suon volò fin sulle sfere.
S'io pari avessi al gran desio il potere,
Le dotte risse e l'erudita gara
Direi delle tue Donne, ove s'impara
Co' rai d'ingegno ad illustrar le sere.
Ma quelle tue gran' Donne, al Mondo sole,
S'alzan così sovra il femmineo sesso,
Ch'io non ho penna che sì alto vole.
Ne gioiscon le Muse, e Febo istesso
Dubbioso stassi ancor, né sa se vuole
Cambiar colle tue rive il suo Permesso.