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By Auteur inconnu

Tacitamente sì di vena in vena

Col suo serpendo va possente ardore

Il dolce e al pari dispietato Amore,

Che or vivo, or muoio tra diletto e pena.

Allor che dimostrar dovria sua lena,

Cede Ragione; ed ei, già vincitore,

Prende le chiavi, onde se n'entri al cuore,

E l'apre e il chiude, e a suo piacer l'affrena.

Prego Ragion, che fugga i grati e accensi

Strali d'Amor, che il cieco van desire

Soccorra, e ponga freno a i dubbj sensi.

Ma del nemico paventando l'ire,

Chi sa se m'oda, o al precipizio pensi,

O da lor tratta alfin corra a morire!