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Questo Torello, a cui le corna ancora
Rotta non han la spaziosa fronte,
Sull'apparir della vermiglia Aurora,
Giove, a te sacra il pastorello Ormonte.
E a te, cui la selvosa Arcadia onora,
Nume diverso, abitator del monte,
Questo Capron, che le mascelle ognora
A disertar l'uve novelle ha pronte.
E voi di frondi e fiori e di ghirlande
Paghe sarete, umide Ninfe, e voi,
Alpestri Ninfe, di castagne e ghiande.
Ma custodite la mia greggia poi,
Ché fora il mio donar follia ben grande,
Se avvien che il Lupo quel che resta ingoi.