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By Auteur inconnu

“Non ti fur dal tuo Re, non ti fur scossi

I lacci tuoi, spietato Vento indegno,

Perché Zefiro, il tuo fratel più degno,

Fuor del Mondo cacciassi, e perché mossi

Da te i nembi e dal lor sonno riscossi

Sfogasser sovra noi l'empio lor sdegno,

Onde poi di tua stirpe e del suo regno,

E dell'aria e del Cielo infamia fossi.

Vattene, iniquo; e là sovra i Britanni,

Là scarica i tuoi nembi, e là ne mena

Questo pigro, noioso, e tristo verno.”

Udimmi l'empio, e, s'io pur ben discerno,

Ne diè segno battendo i neri vanni;

Né però depon l'ira e il rigor frena.