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Pur vuol, né so se fiera o lieta, sorte,
Ch'io vi riveggia, occhi crudeli e cari,
Occhi dolci al mio cor tanto ed amari,
Ch'in voi la vita mia leggo e la morte.
Dure del viver mio son l'ore e corte,
Se del vostro splendor mi siete avari;
E se vi miro, sì per mio mal chiari,
Non sente il cor pena e dolor men forte:
Ché di tant'ira armati e tanto orgoglio
Veggendo voi, tanto timor m'assale,
Ch'io fuggo, come suol nave da scoglio.
Occhi, fonti, onde nasce ogni mio male,
Qual avrà pace o tregua il mio cordoglio,
Se vedervi e fuggirvi è pena eguale?