8 (439)
Quel picciol rio, che il vicin prato bagna,
Povero d'acque e lento muove il passo,
E di sua povertà di sasso in sasso
Mormorando co i fior' rauco si lagna;
Se avvien talor che il Pastorel compiagna
Il non curato ardore, ond'egli è lasso,
Par che con suono in un pietoso e basso
Sospiri al sospirare, al piagner piagna.
Ma, ohimè, che avvolto in liquefatto verno
Cangiarsi in fier torrente il rivo intanto
Io miro, e far del gregge aspro governo:
Indi pel prato insuperbir cotanto,
Che al Pastorello accresce il duolo interno,
Non più compagno, ma cagion del pianto.