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Non è Amor, non è Amor, ma un folle e rio
E più che morte micidiale affetto,
Quel, che t'accieca, o stolto volgo, il petto,
Sì che giustizia e onor poni in obblio.
Sol quello è Amor, quel di beltà desio,
Che, l'alma ergendo a puro ben perfetto,
Lei tanto affina, che del caro obbietto
L'empie, e le rende il suo splendor natio.
Dunque a questo entro al cuor sacrisi un Tempio,
Cui faccia base trionfal le dome
Primiere voglie; e del suo giusto scempio
Di fuor si lagni catenato, come
Vil mostro, quel crudel, che iniquo ed empio
D'Amor s'usurpa indegnamente il nome.