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Com'esser può che dall'ardente lume,
Ch'entro i begli occhi di costei s'accoglie,
Per fare altrui beato, ora ti spoglie
Con tanta pace, o Tiberino Nume?
Se gli atti gravi, il bel dolce costume
Di lei guardi e le pure oneste voglie,
Tal ad ogni altra donna il pregio toglie,
Qual tu avanzi di gloria ogni altro fiume.
Risponde: “Io ben conosco il grande e raro
Don, che fo al Viti; e pur novelli pregi
Quinci sperando, anch'io ne godo, e 'l chiaro
Giorno affretto co i voti; e a i figli egregi,
Che impaziente attendo, io qui preparo
Ostri ed altri d'Eroi più eccelsi fregi.