8. Membrando l'amoroso dipartiri.

By Auteur inconnu

Membrando l'amoroso dipartiri,

com'eo partivi di voi, donna mia,

ca pur basciando mi dicevi " a deo! ",

sì forte mi combatton li sospiri

pur aspet<t>ando, bella, quella dia

com'eo ritorni a voi, dolze amor meo.

Sì languisco eo, - madonna, pur pensando

e disïando - com'eo mi torni a vui,

sì ca noi dui - viviamo in gioi basciando.

La ragione è lo dolze parlamento,

che tu dicevi a me, bella, in parvenza,

lo giorno ch'eo da voi mi dipartivi:

"se vai, amore, me lasci in tormento;

io n'averò pensiero e cordoglienza

e disio solo di venire a tivi;

sì come audivi - che vai lontana parte,

da me si parte - la gioia del meo core;

se vai, amore, - lo meo cor lasci in parte ".

Lo mio gire, amorosa, ben sacciate,

mi fu contra volere in tut<t>e guise;

a voi tornare gran disiro aio,

ma lo meo sire, che m'à in potestate,

a lo 'nconinzamento l'impromise

di ritornare a Lentino di maio.

Lo meo coraio - d'altro non si diletta,

tut<t>ora aspetta - che con voi si sogiorni,

in gioi ritorni - la pena ch'i' ò percetta.

Certo, madonna mia, non so alungiato

da vostro amore, ma ciascuna dia

mi par ch'i' sia di voi più disioso;

poi che 'l corpo dimori in altro lato

lo cor con voi sogiorna tut<t>avia;

ed io so alegro e vivone gioioso

de l'amoroso - rimembrare ch'io faccio,

quando in braccio - io vi tenìa basciando

adomandando - lo comiato in sollaccio.

Tanta baldanza in disïo tenente

eo non creo che sia in alcuno amante,

nè agia in sua intendenza, al mio parere,

quant'eo in privanza teno spessamente;

ed a me Sir non tolle, e in parte mante,

mante fïate in braccio voi tenere:

a ciò avere - mi par vedere son<n>ando

lo giorno quando - vor<r>ei fossimo in loco,

che di tal foco - ramortasse mortando.