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By Alessandro Sforza

La vera, sancta e gloriosa croce,

Sola cason di nostra immortal vita,

La cui dolce memoria il mondo invita

A quella carità ch'arde e non coce,

La propria stampa, al divin corpo atroce,

Mostra nel lieto giorno, onde infinita

Speranza porge a l'alma, che smarrita

Passava, senza guida, a mortal foce.

Così il bel viso, ove mia vita posa,

In angelica forma io vidi e scorsi

Quel giorno di salute a le mie pene,

Unde ne l'alma, al bel veder pensosa,

Magior disio se accese e ben me accorsi

Che infinita speranza me mantene.