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By Niccolò da Correggio

Lasso, quel dì che per mia morte Amore

mi diè de' suoi corsieri in mano il freno

e mi viddi a Fortuna lieta in seno,

che amante ancor non fu tanto in favore,

non mi credetti mai che senza errore

dovesse un dì suo stato venir meno;

ma ben vegio or como ogni bel sereno

un nuvoletto adombra in poche d'ore.

Non altramente a l'aura se rivolve

sul giovene arborsel tenera fronde,

né inanti al vento vola arida polve

como costei a me si mostra e asconde,

che in un punto mi lega e puoi mi solve,

tal che arder credo in foco e giacio in l'onde.