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By Antonio Tebaldeo

Anima, piedi, orecchie, occhi, che seti

in continuo exercitio già molti anni,

deh, come più fra tante angustie e danni

pensar, far passi, odir, pianger poteti?

Non ve vidi anchor mai un giorno quieti,

ma sper che presto finiran gli affanni;

già se avicina Morte in negri panni,

che sola vi pò far liberi e lieti.

Ma di te mi duol, alma, e di tua sorte:

sendo immortal, seguir d'Amor l'insegna

ti converà doppo le membra morte.

Quanto ti noce l'esser la più degna

parte de nui! ché assai peggio è che morte

vita che in doglia star sempre convegna.